martedì 28 giugno 2011

la lezione più importante


Il possente drago nero volava sopra la città in fiamme osservando l'operato delle sue "ali" e l'avanzata dei miseri umani a cui stava dando supporto.
Re Zeamark gli aveva promesso molto e molto Ortinbras gli avrebbe preso se non avesse mantenuto le sue promesse.
Sono pochi gli umani che osano chiedere favori ai draghi e quei pochi che lo fanno devono avere le idee chiare sulle conseguenze.
Ortinbras non aveva voglia di sporcarsi gli artigli per cose inutili e si limitò a far precipitare una delle torri di Uppsala sopra ad un mago che cavalcava un bizzarro costrutto.
L'assedio al castello procedeva abbastanza bene e sapeva che li avrebbe dovuto intervenire.
A Uppsala inviò uno dei suoi fidati draghi, Elmerioss, era ancora giovane ma prima o poi avrebbe dovuto farsi le ossa contro qualcuno di impegnativo.
All'enclave nanica Vortex stava facendo un bel pò di confusione contro alcuni nani, saltando sopra e sotto una costruzione tozza con appeso al collo un nano.
La città era nel caos e bruciava, il porto tuttavia continuava a resistere.
Volando sopra il faro di guardia notò Gorakx, uno dei suoi giovani draghi, morire sotto ai fendenti di un misero umano.
Ortinbras atterrò nei pressi dell'umano alitando acido tutto attorno, giusto per sgomberare il campo, dissolvendo indistintamente avversari ed alleati.
Con una pedata liberò la banchina dalla carcassa di Gorakx che finì in acqua con un fragoroso PLUP e si voltò verso l'umano ansimante dicendo in draconico "prima di morire per mano mia ti concedo di conoscere il mio nome, sono Ortinbras Mastro di ala" e balzò verso l'umano per iniziare lo scontro.
L'umano per nulla intimorito parò l'affondo con lo scudo e rispose in draconico sorprendendo il drago "io invece sono Omer dei Picchi gialli e mi ricordo di te sommo Ortinbras Mastro di ala, sono onorato di poter combattere contro di lei".
Il possente drago nero non pensava che l'umano parlasse la sua lingua e nemmeno di essere conosciuto, poteva essere un volgare trucco per farlo dubitare, tuttavia l'umano aveva stimolato la sua curiosità e dimostrato il giusto rispetto.
"Non ho mai sentito il tuo nome misero umano, come fai dunque a conoscere il mio" disse Ortinbras studiando l'umano percependo un pò di magia tra il suo equipaggiamento.
"36 anni fa viaggiavo lungo le coste del mare del nord con la Compagnia dell'ascia a caccia di draghi, eravamo in 7 tutti abili tranne il sottoscritto che stava ancora facendo esperienza. Il Jarls locale ci aveva parlato del possente Ortinbras che depredava le zone circostanti ed aveva bisogno di abili ammazzadraghi. Ci assoldò e partimmo per l'acquitrino dove doveva trovarsi la sua tana o possente. Preparammo una serie di trappole per facilitarci il combattimento e demmo inizio alla caccia. Lo scontro però fu superiore alle nostre forze e i miei compagni morirono tutti uno dopo l'altro, mentre io finii dentro ad una delle trappole che dovevano servire ad intrappolare lei. Rimasi acquattato nel fango come un verme per tre interi giorni e poi strisciai fuori e me ne andai battuto nel fisico e nello spirito. Quella battaglia mi fu di grande insegnamento, mai sottovalutare un avversario e portarvi sempre rispetto, lei sommo Ortinbras mi ha dato la lezione più importante della mia vita e sono onorato di potermi battere ancora contro di lei".
Ortinbras guardava l'umano che aveva di fronte sotto una luce diversa, si ricordava di quello scontro, le trappole gli avevano dato filo da torcere e così pure gli avventurieri, era riuscito ad ucciderli tutti tranne uno che cercò per giorni inutilmente. Questo era pertanto quel topo che gli era sfuggito, ma se l'aveva fatto si era meritato di sopravvivere fino ad oggi.
Quest'umano era senz'altro diverso dalla massa di pecore e lupi che finora aveva incontrato ed era davvero un peccato doverlo uccidere se non altro per il rispetto che gli stava portando.
Il drago nero disse pertanto in comune rivolto a tutti gli umani e semiumani presenti sulla banchina "che nessuno osi interrompere il nostro duello, ora assisterete a come muore un vero uomo".
Per un attimo il tempo si fermò al porto e tutti smisero di combattere guardando l'enorme drago nero affrontare il vecchio panettiere.
L'esito di quello scontro era di per sè scontato ma nessuno in quel momento dubitava del fatto che stavano tutti assistendo ad una battaglia che sarebbe stata narrata dai bardi.
Omer disse in draconico "cominciamo" a cui gli fece eco Ortinbras "cominciamo!"