mercoledì 25 luglio 2012

La Cittadella di bronzo e le sue tentazioni

Bel signore dell'Avernus
La Cittadella di bronzo è una città costruita brutalmente senza fantasia che copre decine di chilometri quadrati e dotata di dodici mura ad anelli concentrici, ognuno dei quali zeppa di macchine da guerra. La città è piena di anime di supplicanti, lemuri, spiriti e centinaia di migliaia di diavoli minori di tutti i tipi stanziati qui per la guerra sanguinosa. Infatti l'Avernus è la più probabile testa di ponte per un eventuale attacco di massa demoniaco. Squadre di lavoro di spiriti, Lemuri e folletti continuano a sviluppare la città. L'ingresso ai visitatori costa 5 lapis che vengono pagati dal quintetto guidati dall'Imp Menzogna. Al di là delle mura imponenti macchine da guerra catapulte e balliste giacciono in attesa di una battaglia che mai arriva. L'imp guida il gruppo sicuro tra le vie della città diretto verso la seconda cinta muraria schivando operai, diavoli ed altre spaventose creature.
Una chiromante, forse una tiefling parla ad Helin, in lei vede la sete di vendetta ma per ottenerla le serve più potere. La chiromante le offre quel potere, un incantesimo in più al giorno. Helin avrebbe dovuto solamente fare un patto con lei, ma l'elfa rifiuta.
Un sacerdote infernale ferma Khaless, in lui vede il desiderio di guidare e di affermarsi, di avere seguaci ed ispirare grandi gesta, gli offre un miglioramento del suo carisma, ma Khaless rifiuta il patto.
Una prostituta, una succube, ferma Adram, in lui vede il desiderio di diventare un grande spadaccino e di essere incomparabilmente forte, gli offre la possibilità di apprendere una nuova mossa (talento), ma Adram rifiuta il patto.
Un mercante ferma Norwin, vede in lui un grande cacciatore con un misero arco, gli offre la possibilità di avere un'arma magica unica che rimarrà sempre con lui, essa migliorerà con la sua esperienza, ma Norwin rifiuta il patto infernale.
Una guardia ferma Melodia, in lei vede il desiderio di ricchezza, gli offre la ricchezza subito, tre diamanti astrali per un valore complessivo di 30mila monete d'oro in cambio della sua anima, ma Melodia rifiuta il patto.
Attraversato l'arco della seconda cinta muraria, Menzogna conduce la sua "scorta" a destinazione.
Un piccolo palazzo, tenuto bene, sopra alla media, ma non eccessivo, con teschi agli angoli e alla porta.
Menzogna si congeda lasciando quegli esseri del piano materiale a fronteggiare la porta di un nuovo mercane.