mercoledì 27 maggio 2015

La partenza degli eladrin di Asgard

Mentre la fama dei campioni del Vestland tornati dai piani si diffondeva in tutto il regno, agli eladrin della tribù di Asgard, apparve in sogno Odino assieme alla maga Helin.
Odino nel sogno, riconosceva che l'esilio della tribù fu un imperdonabile errore commesso in quanto fu tratto in inganno da Loki.
La divinità avrebbe permesso ad ogni eladrin di ritornare ad Asgard nelle terre natie, avrebbe dato loro terra e case. Il merito di questa sua decisione andava alla maga Helin, la quale avrebbe visitato la tribù per comunicare i particolari del viaggio.
Gioia ma anche stupore e confusione ed infine diffidenza si diffusero, nei giorni seguenti fino all'arrivo della maga. Helin, quella giovane maga partita alcuni mesi prima, era tornata trasformata nella forma, nello sguardo e nelle parole.
La maga era alata, certamente quelle ali piumate non si potevano staccare. Lo sguardo era fiero e risoluto e le sue parole non temevano nulla. Anche gli indecisi, ascoltando le sue parole e i suoi fantastici racconti, cambiarono presto idea.
L'eladrin rimase 12 giorni con la sua tribù fino al momento della partenza di tutti. Nessuno infatti scelse di rimanere nel Vestland e tutti decisero di tornare ad Asgard.
Helin però non seguì i consanguinei, aveva da compiere un'ultima missione sul piano materiale.
All'interno della borsa conservante, nascosto da occhi indiscreti, la maga teneva il pugnale di Cratos.
Grazie alla presenza della Mahlhevik II° raggiunse in volo senza pericoli la cascata dell'unicorno.
Nonostante il dungeon fosse in parte collassato, non fu difficile per lei eliminare qualche creatura fastidiosa con l'aiuto dei Mangiapeccati e raggiungere l'oracolo Enfethis.
Agli occhi della maga apparve lo spettrale elfo scuro che sorridendo parlò così: "Giovane eladrin, infine il tuo fato hai compiuto e vedo che mi hai portato il pugnale di Cratos. Ora finalmente posso riposare in pace. Ogni promessa che ti ho fatto è debito. Però nei tuoi viaggi hai già raggiunto dio e pure aperto un passaggio per un altro mondo. Come posso ricompensarti? Posso scrutare il futuro per te se desideri"
La maga ci pensò un attimo e poi rispose: "Enfethis, Cercatore Eterno, Discepolo di Perla, in questa terra vi sono molti avventurieri alla ricerca di un senso da dare alla loro vita. L'incontro con te avuto in passata ci ha indicato la via verso un nuovo mondo e ciò ha dato la possibilità alla mia gente di riscattarsi e tornare a casa. Ti chiedo solo di guardare ancora una volta al futuro e di indicarmi i pericoli che correranno i miei amici che si insedieranno a Sapphiredge".
Lo spettrale elfo scuro entrò in trance e poi disse: "Vedo l'insediamento crescere e prosperare, vedo un portale aprirsi e mercanti commerciare, vedo spie e tradimenti, tribù in lotta e scontri sanguinari, templi dimenticati e stregoni maledetti, ma il pericolo più grande verrà da un occhio cieco proveniente dalle profondità. Un occhio che non vede, ma sente molte cose, che non rivela la sua natura e forma, ma tesse e trama. Un occhio che pazientemente attende il momento propizio per colpire."
Dopo essersi congedata da Enfethis ed aver sigillato il dungeon facendo crollare i corridoi, Helin si recò da Khaless e da Melodia per consegnare il messaggio dell'oracolo. Il suo tempo quindi era giunto, una nuova vita l'attendeva ad Asgard e dopo aver salutato gli amici, lasciò il Vestland.