venerdì 29 gennaio 2016

La fuga di Jonas

Il furto era stato scoperto!
Le guardie ben presto trovarono le tracce e il baule vuoto abbandonato in un fosso melmoso.
Con l'aiuto dei cani il ladro sarebbe stato acciuffato molto presto, almeno questi erano i loro piani.
L'halfling Jonas, che nel frattempo era tornato visibile, stringeva con le mani i due grossi sacchi prelevati dal forziere. Doveva fuggire al di là della palizzata ma come? Phelaia corse all'interno dell'emporio e frugò ovunque alla ricerca di una corda e di un rampino.
Elmar, il proprietario dell'emporio, sentendo trambusto si svegliò pensando vi fosse un ladro e per poco non assalì la tiefling alle spalle. La storica uscì di corsa con corda e rampino che gettò sopra la palizzata. Poi rese invisibile Jonas con un incantesimo. Jonas mise i sacchi nello zaino e si arrampicò in fretta. Stavano arrivando i cani assieme alle guardie. Arrivato in cima gettò la corda dall'altra parte, scese e fuggì nel bosco incespicando a causa del buio della notte. Dopo aver trovato riparo dietro una roccia, si accese una torcia. Jonas era invisibile ma la torcia avrebbe indicato chiaramente la sua posizione. Era un rischio che doveva prendere se non altro avrebbe potuto correre più velocemente.
Phelaia nel frattempo aveva un altro problema da sistemare, sulla palizzata era rimasto attaccato il rampino. Mandò il suo famiglio a prenderlo con l'ordine di gettarlo tra i rami degli alberi.
Rimaneva un'ultima cosa da fare, doveva togliersi tutti i vestiti che potevano avere l'odore di Jonas addosso. Phelaia si spogliò completamente, chiamò il famiglio e gli fece fare un secondo giro oltre la palizzata, ma stavolta con i suoi vestiti. Per completare l'opera si rese invisibile e si allontanò il più possibile dall'emporio cercando di confondere il proprio odore.

La storica presa dal panico non ricordò che due incantesimi di invisibilità non possono essere mantenuti attivi. Non appena si rese invisibile, Jonas tornò visibile. Il monaco esclamò un'imprecazione... temendo il peggio per l'amica.
I Marchiorosso dopo aver scoperto la via di fuga, liberarono i cani. Una truppa di mercenari uscì dal cancello all'inseguimento del ladro. Jonas correva solo come un monaco sapeva fare incurante di sterpaglie, rami e terreno. Sapeva che i cani lo avrebbero trovato, sperava solamente di riuscire a raggiungere Tresendar prima di finire il fiato. Ma quanto poteva durare quel vantaggio?
I due mastini arrivarono prima delle guardie, forse aveva una possibilità, se li metteva fuori gioco, le guardie sarebbero rimaste senza guida nella notte.
Jonas, si fermò, fece un respiro, richiamò il suo ki ed affrontò i due cani. Con due colpi secchi i cani stramazzarono a terra. La fortuna aiuta gli audaci.
Jonas riuscì a seminare gli inseguitori e raggiunse Tresendar. Il nascondiglio però sarebbe stato compromesso molto presto. Gli avventurieri lasciarono il maniero in direzione del Pianoro delle Manticore. Reidoth fece salire la nebbia per ostacolare ulteriormente gli inseguitori. I fuggitivi si fermarono all'alba in un luogo sicuro. Amber era ancora senza scudo, però ora avevano due sacchi da aprire...e molte decisioni da prendere.