martedì 4 ottobre 2016

L'orribile fine di Baltazar

12 di Nuvmont 1014
Le ricerche di Baltazar non davano nessun esito. Sembrava che il paladino con accento alphatiano fosse svanito nel nulla. Nonostante la preoccupazione per la sua scomparsa, la stanchezza ebbe il sopravvento. All'alba mancavano poche ore, conveniva stringere i denti e sperare.
Arrivò l'alba ma non il sole, il cielo era coperto come la speranza di trovare il compagno. Sopra ad una rupe troneggiava alto il castello di Ravenloft, casa del principe Morphail. La strada verso Barovia puntava dritta ai suoi piedi, perdendosi tra la foschia mattutina.
I 4 avventurieri si fecero coraggio e s'incamminarono nuovamente. I lupi erano scomparsi assieme al paladino. La strada dopo il bosco attraversò alcuni campi acquitrinosi. Il panorama era desolante e la vegetazione giallo marcio. Alle porte della cittadina, la macabra scoperta.
Incatenato ad un ampio pannello di legno con su scritto "Barovia,  Alexander Gl ntr - Ba ov Igo ov - 831" c'era il corpo del paladino. Le gambe erano state amputate all'altezza del ginocchio, le braccia all'altezza del gomito. Gli occhi erano stati estratti, così pure i denti. Infilato nella camicia aperta c'era una pergamena con un terrificante messaggio: "Non c'è felicità, non c'è futuro e non c'è la morte, benvenuti in Boldavia, A farvi soffrire, marcire, disperarvi e impazzire contribuiranno i miei servi. Ci rivedremo presto".
Gli avventurieri si conoscevano solamente dalla sera prima, non si può affermare che nel loro tenebroso viaggio di poche ore fossero diventati amici, ma l'orribile morte di Baltazar colpì al cuore tutti o quasi. Dovevano trovare un modo per bruciare il suo corpo, la paura che potesse risorgere come non morto era troppo alta. Li attorno non c'erano alberi, ne legna. Prima staccarono il corpo dal pannello di legno, poi lo adagiarono in parte alla strada. Dovevano dirigersi in paese alla ricerca di un pò di legna da ardere.
Veridian fece un sopralluogo tra le prime case del paese. Le case erano catapecchie abbandonate da cui si poteva prelevare facilmente della legna.
Ad inquietare la tiefling però furono alcuni abitanti nei dintorni. Erano imbambolati, vuoti, catatonici. Non parlavano, non rispondevano a domande, niente di niente.
Veridian decise di non indagare ulteriormente, doveva prima sistemare Baltazar.
Fu Helena Bej a pronunciare il rito funebre, forse Baltazar non era un seguace di Turak, ma non ebbe modo di lamentarsene.
Mancava poco a mezzogiorno e i 4 avventurieri entrarono a Barovia.