mercoledì 7 giugno 2017

I druidi fedeli al principe

La cantina era circondata da esseri vegetali guidati da alcuni maligni druidi.
Queste infide creature si mimetizzavano sapientemente tra le vigne delle colline rendendo impossibile identificarli. Circondati da un enorme numero di piante bipedi, gli avventurieri riuscirono ad aprirsi un varco verso l'interno della cantina.
Il numero era impari, fortunatamente buona parte di queste piante animate erano piccole e facilmente "potabili". A preoccupare invece erano gli esseri fatti di spine e i druidi stessi.
Come potevano questi druidi assaltare degli inermi vignaioli, quando il vero nemico della Boldavia era il suo stesso principe?
Addosso alle spoglie di un druido, Veridian trovò un bastone magico, chiaramente malvagio, in grado di entrare in simbiosi con le piante. La ladra avrebbe potuto grazie a quella staffa, lasciare la cantina al suo destino incolume, ma a quale pro? Poi si sarebbe trovata da sola in un mondo sconosciuto, in preda ai poteri del male
Nonostante la decisione le provocasse numerosi ripensamenti, Veridian distrusse il bastone, uccidendo all'istante tutte le creature vegetali nel raggio di 300 metri.
La cantina era salva, ma quali misteri nascondeva?
In un sotterraneo la ladra trovò un passaggio segreto ed un altare dedicato ad una divinità corvina... il patriarca della cantina era forse un corvo mannaro?
Le spiegazioni arrivarono bene presto, Davian Martikov raccontò agli avventurieri della maledizione della sua famiglia e dei poteri conferiti dalla maledizione.
La sua famiglia non era composta da combattenti, ma da sempre si oppone come può al principe della Boldavia e ai suoi malefici seguaci.
I Druidi da tempo hanno venduto l'anima al principe, hanno soggiogato le tribù dei selvaggi delle montagne e controllano il territorio selvaggio a sud della Boldavia.
Sconfiggerli forse era impossibile, ma almeno si doveva provare a recuperare la ghianda magica.
L'indomani, gli avventurieri, sarebbero partiti verso sud alla ricerca della ghianda.