martedì 9 ottobre 2018

Star Wars Rogue One: dove osano i backup!

La mia opinione sulla nuova linea narrativa Disney di Star Wars è pessima, mi mancava però un'ultima tessera del mosaico.
Convinto da più parti che almeno Rogue One si salvasse, ho approfittato della sua pubblicazione nel catalogo Netflix per prenderne visione.

Con timore e trepidazione mi sono cimentato nella visione, confidando nel miracolo narrativo.
E' mia opinione infatti che questa tipologia di film molto "popolare" abbia abbandonato da tempo una "narrazione per nerd" coerente con la storia e l'universo narrativo e segua invece un percorso emozionale adatto alle grandi masse.
Per fare un esempio le cose non accadono perché seguono un filo logico e coerente ma perché suscitano una particolare emozione in quel momento.
E' l'applicazione della legge del marketing al botteghino. La protagonista della pellicola quindi non è più la storia, ma il pubblico. Affascinare e sconvolgere il pubblico al fine di far cassa è divenuto l'elemento essenziale del nuovo impianto narrativo.
Certo, non fingiamo di fare le verginelle, certi film costano e se non hanno la capacità di attirare il pubblico, sono un grande flop. Tuttavia il pubblico ha un grande potere ed una saga grande come Star Wars sta vivendo da un pò troppi anni di rendita grazie ai fan storici... se queste son le idee, saturare il mercato non aiuterà a meno che non vi sia una lobotomia planetaria e finiremo per mangiare suole di scarpe ritenendole bistecche.
Ma torniamo a Rogue One (Allerta spoiler).