domenica 1 luglio 2012

Benvenuti nell'Avernus

"Puah!"  il nano sputò saliva mista a fuliggine. Il suolo dell'Avernus era terriccio nero appiccicoso, ma a parte questo era duro come tutti i terreni. Se il viaggio attraverso il portale forse è stato istantaneo (nessuno si ricorda se sia durato un istante o giorni interi), l'arrivo è stato abbastanza duro. Arrivo a parte, alzando gli occhi da terra ciò che circondava i componenti della Compagnia dall'Alba non era confortante.
Il cielo era rosso, interrotto da nuvole di fuliggine, in lontananza globi infuocati piovevano dal cielo, mentre attorno a loro centinaia di anime erano ritte ed immobili, in file ordinate davanti all'oscuro mietitore.

La morte, se preferite al posto del termine oscuro mietitore, appare agli occhi dei 5 viaggiatori come una figura incappucciata senza volto, alta quanto un gigante, con in pugno una falce.
Alle spalle della morte in un fiume dal colore oro e nero, sostavano 7 grandi barche.
Nella mente di ognuno si materializzò nella propria lingua la voce della morte:
"SUPPLICANTI, benvenuto dell'Avernus. Siete qui come premio per le vostre azioni. Io sono l'oscuro mietitore, vi giudicherò e vi indicherò quale barca prendere.
- Qui nei 9 inferi di Baator rimarranno gli ambiziosi, gli orgogliosi e i privi di emozioni.
- Nella cupa eternità della Gehenna andranno gli avidi e i meschini
- Nelle grigie distese dell'Ade i maliziosi e gli egoisti
- Nelle Profondità tartaree di Carceri chi ha tradito e i bugiardi
- Negli infiniti strati dell'Abisso i bruti, i malvagi senza etica e morale
- Nelle Profondità ventose del Pandemonium i folli e i perversi
- Infine nel campo di battaglia senza fine dell'Acheronte, gli amanti della guerra, i rinnegati amanti dell'omicidio e i fanatici rivoltosi.
Venite avanti supplicanti, venite"
L'introduzione dell'oscuro mietitore lasciava poco spazio all'improvvisazione, in ogni caso la fuori era un .. inferno!
Arrivato il turno del quintetto, la morte li guardò ed esclamò "Ma voi non siete supplicanti!!!"
"Non ho tempo da perdere con voi, questo posto comincia ad essere troppo trafficato, prima l'altro ora voi. Andatevene e non disturbate il mio lavoro".
Melodia azzarda una domanda "per caso l'altro di cui parla è Amestris? e dove si è diretto?"
L'oscuro mietitore si gira in silenzio e fissa (forse intensamente) la barda "Amestris è andato da Opale, altrimenti chiamata Tiamat, la regina dei draghi cromatici, arrivederci a presto..."
Fu così che la compagnia dell'Alba lasciatasi alle spalle la morte si'incamminò nell'Avernus...