giovedì 26 novembre 2015

Phelaia Moratz

La donna non aveva accettato bene quel compito, ma se voleva togliersi la seccatura quanto prima doveva produrre dei risultati. Quel villaggio di campagnoli forse con l'apertura della cittadella sarebbe diventato un importante punto di sosta e passaggio ma ora era solo un posto sporco, pieno di puzzolenti cercatori d'oro.
Phelaia guardava fuori dalla finestra del retro dell'emporio Moratz pensando con nostalgia ai giorni trascorsi a Norrvik quando vide passare un gatto. Un gatto davvero insolito che si muoveva furtivamente verso la casa del sindaco.
Doveva intervenire oppure no? In fondo era solo un gatto e lei doveva pensare a cosa fare per proteggere la compagnia dello zio Moratz.
Non passò molto tempo che ricevette una visita da Hallwinter. Col Campione del Vestland si era già confrontata altre volte senza cavare un ragno dal buco ma stavolta era differente.
Sildar le dette un ordine preciso: "Esci dal villaggio e dirigiti a nord per 10 minuti, incontrerai gli avventurieri che mi hanno salvato dai goblin. Non credere alle voci che girano su di loro. I Marchiorosso ti hanno visto poco e non hanno ancora associato il tuo volto al loro gruppo. Tu farai da ponte e collegamento tra me e le forze che vogliono risolvere i problemi di questo posto e loro. Io mi assentero per almeno due giorni. Vado a Rhoona a parlare con il jarls."
Phelaia senza alternative seguì gli ordini di Sildar ed incontrò gli avventurieri. Confermò loro le voci diffuse dai mercenari che erano ricercati per aver ucciso delle guardie. C'era una taglia di 50 guldan a testa sulle loro teste.
Secondo gli avventurieri, per cercare tracce del coinvolgimento dei Marchiorosso con i goblin, avrebbero dovuto tornare alle rovine del maniero Tresendar.
L'indomani tutti e 5 si diressero al maniero. Il compito era molto pericoloso. Potevano infatti trovare delle creature ostili ad attenderli oppure... oppure le rovine erano state abbandonate e ripulite.
Esplorando in lungo e largo le segrete trovarono molte tracce di presenza umanoidi, ma di loro neppure l'ombra. Dove erano andati?
Prima di cercare tracce di carri o creature nei dintorni, l'attenzione degli avventurieri fu attirata da uno strano fenomeno magico. Da una fossa nelle segrete saliva una nebbia magica che aveva un effetto molto negativo sulla Tiefling. Phelaia se passava troppo vicino alla fossa sveniva, mentre i suoi poteri magici venivano a mancare. La chierica Amber volle esplorare quel luogo misterioso riuscendo a scatenare la reazione di 3 spettri furibondi. Le creature furono sconfitte e Amber riuscì a recuperare l'artefatto responsabile di tale effetto magico sulla zona e sulla Tiefling. Era una strana squama di color rosso.
Alla sua vista Phelaia sentì un gran mal di testa, una voce gli ordinò di distruggerla, mentre i suoi poteri scomparirono all'istante. La donna si avventò su Amber, difesa dagli altri compagni.
Dopo la colluttazione Phelaia su legata e rinchiusa in una stanza mentre gli altri cercarono di esaminare l'enorme squama. Al tocco della chierica, la mano si paralizzò e divenne scura. la Tiefling nel frattempo riuscì e liberarsi ed iniziò a sfondare la porta. Bear con tutte le sue forze tenne chiusa la porta della prigione della tiefling che urlava come una pazza. Intimoriti dagli effetti sulla tiefling e sulla mano della chierica, bear aprì la porta. Phelaia prese un'ascia e si avventò sulla squama fino a distruggerla. Non appena la squama fu smembrata, la tiefling riacquisì la ragione e i poteri mentre Amber osservava impotente la sua mano dissolversi come cenere.