domenica 2 ottobre 2016

L'ombra del vampiro

Da un pò era passata la mezzanotte e i 5 compagni di viaggio, dopo un attimo di esitazione, entrarono nella nebbia.
Guidava il gruppo Grog un mezz'orco dall'aria spavalda e truce, in mano teneva una torcia, ma in mezzo a quella nebbia innaturale non vedeva poco oltre il proprio naso.
Era seguito da Baltazar, un uomo dal viso gentile non del posto. Dietro a lui stava la Tiefling Veridian, ma forse Baltazar avrebbe preferito averla davanti. Poi un mezz'elfo che si faceva chiamare Paul. Infine una donna umana con l'accento dell'Ethengar che si faceva chiamare Helena.
A parte Baltazar ed Helena che viaggiavano corazzati, tutti gli altri erano abbastanza leggeri.
Tutti tenevano in mano una fonte luminosa, nonostante ciò Helena faceva fatica a distinguere il capofila.
Undici di sera li aveva avvertiti, non fermatevi, la nebbia prosciuga le vostre energie.
Tutto corrispondeva, quella nebbia, era pesante, si respirava a fatica, si avanzava a rilento e tutto appariva spettrale e morto. In silenzio, seguendo la strada, gli avventurieri affrontarono quel tunnel di paure e insicurezze emergendo dopo tre ore a piedi, stanchi come se avessero camminato tutto il giorno. Non si fermarono quando Grog cadde dentro ad una fossa con delle ossa sul fondo, non si fermarono quando trovarono un carro con cavallo e conducente morto, non si fermarono quando videro penzolare da un ramo, un bimbo impiccato.
Alla fine ce l'aveva fatta, erano emersi dalla nebbia e si fermarono un attimo a riposare. In cielo non c'era la luna, solo nuvole e buio pesto.

Notarono che appoggiato ad il tronco di un albero, stavano i resti di un uomo sbranato. Su di lui Veridian trovò una lettera ancora sigillata. Scoppiò una lite con Grog, furono estratte le spade e poi arrivarono i lupi.
Tutto attorno a loro c'era odore di sangue, fuggirono fino ad arrivare ad un grande arco trionfale, largo 30 metri, profondo 15 e con un passaggio sotto all'arco di 12.
Sulla facciata stavano due imponenti altorilievi. Sulla destra era raffigurato un uomo armato di spada a cavallo di un drago. La zampa del drago schiacciava una piramide.
Sulla colonna di sinistra era raffigurato un uomo con in mano una gemma luminosa a cavallo di un drago.
Veridian era l'unica che conosceva il significato delle due raffigurazioni, l'uomo di destra era Alexander Glantri, fondatore dei Principati di Glantri nel 829 DI.
La piramide schiacciata dal drago, era un simbolo che rappresentava la sconfitta di Alphatia.
L'uomo sulla sinistra era il principe Barov Igorov, storico principe di Boldavia e fondatore del casato Igorov, abile generale e stratega che guidò l'esercito di ribelli contro le milizie Alphatiane.

Si udirono altri ululati, non c'era tempo per fermarsi a studiare quel monumento del passato, Grog notò che erano circondati e dovevano prepararsi alla battaglia. Paul scoprì che era possibile salire sopra all'arco grazie ad una scala a chiocciola.
Arrivati in cima videro che il luogo era già stato utilizzato come bivacco da altri viaggiatori. A parte però sporcizia, polvere e alcune pietre per il fuoco, sopra all'arco non c'era altro.
Stanchi e preoccupati, decisero di fermarsi li sopra. Avrebbero fatto dei turni di guardia per la notte due a due, uno di sotto all'inizio della scala a chiocciola, un altro di sopra.
Decisero di non accendere nessun fuoco.
I primi sarebbero stati Baltazar sopra ed Helena sotto.
Passò ben più di del tempo stabilito ed Helena non ricevendo il cambio risalì sopra all'arco.
Baltazar era sparito, di lui era rimasta solo la spada.