5 di Flaurmont
Il Jarls Emil Doepler dopo aver ricevuto l'ordine di lasciare Bergen per dirigersi a Norrvik, ha organizzato un carro con una scorta armata per il viaggio.
Il Carro è partito a metà mattina con il jarls chiuso all'interno protetto da sguardi indiscreti con due servitori come accompagnatori.
A 1 miglio di distanza nello stesso istante Emil Doepler, quello vero, chiuso all'interno di un cerchio di teletrasporto con due casse d'oro, attendeva che il rituale fosse ultimato per andarsene molto lontano dal Vestland.
Il rituale con destinazione l'Ostland però non funzionò, dai dietro gli alberi emersero, Lit, Stark, Michael, Thors l'uccisore e Astrior Ottar che aveva fermato il rituale.
Dopo una breve scaramuccia con il mago che fu catturato vivo da Stark, Emil Doepler si consegnò nelle mani del Comandante della Guardia Nazionale.
Quel suo tentativo di fuga e quelle due casse piene di lingotti d'oro erano già una importante indizio di colpevolezza, per lui il destino avrebbe riservato una disonorevole morte, solo il quando era incerto.
6 di Flaurmont
Il Mago catturato assieme a Doepler rivelò che era stato pagato da alcuni uomini dell'Ostland per inviare Doepler verso un'imboscata. Ironia della sorte, venire catturato ha salvato la vita a Doepler.
Doepler fu interrogato tutto il giorno dal Consiglio Reale a porte chiuse.
Al termine della giornata usci il siniscalco. Hring firmò il nuovo messaggio che gli strilloni avrebbero urlato l'indomani e i giorni successivi: “udite udite, il Re ordina che il Jarls Emil Doepler per aver tramato contro il regno perderà il suo rango e i suoi privilegi. Rimarrà rinchiuso nelle segrete fino al 10 di Flaurmont. Il 10 di Flaurmont a solealto il fu Jarls Emil Doepler sarà giustiziato nella piazza del castello”.
Cronache ludiche di Dungeons and Dragons. Narrazione delle gesta eroiche di un gruppo di avventurieri nel Vestland a Mystara con la nuova quarta edizione del Gioco di Ruolo più famoso al mondo. Il master "Elam il mago" raccoglie in questo blog, luoghi, avversari, personaggi, regole, avventure e materiale utili per creare le vostre avventure a Mystara.
mercoledì 3 agosto 2011
Il discorso del Re
"Sua signoria è invitata a palazzo al cospetto di re Harad il 4 di Flaurmont a solealto per un modesto banchetto commemorativo per gli eroi caduti." Questo è l'avviso che ricevono i due campioni e anche Adram e Norwin.
Il 4 di Flaurmont a palazzo sono presenti: Re Harad, il duca Stephen Rhona, il duca Asgautr Lander, il duca Asmundr Haver, l'alta maga Astrior Ottar, Jarls Ingold Unn chierico di Odino, Lucius Linton e Oran Meditor. Il Consiglio reale sarebbe al completo se vi fosse anche Thors l'uccisore che invece è a Bergen.
Tra i presenti al banchetto inoltre riconoscete Asa Lander, Kaledon Moratz e Melodia Moratz, un folto gruppo di Gotesund tra cui uno con una maschera di ferro con un'apertura per la bocca seduto in modo goffo verso cui tutti mostrano rispetto, Khaless riconosce il campione Thors Gotesund (con cui ha duellato tempo fa per l'onore dei Marr) mentre Helin riconosce Olafr, Ainar e Bjorn Gotesund per averli visti al porto. Poi Lord Bragas e Orghes.
Primo discorso del re di apertura del banchetto:
"Jarls e Campioni qui presenti, oggi vi ho riuniti per commemorare i nostri caduti. Alcuni di noi hanno perduto dei conoscenti, altri degli amici, altri dei fratelli, dei famigliari o dei compagni. Tutti gli abitanti di Norrvik hanno perduto qualcuno, oggi non faremo differenze, per tutti loro un brindisi."
Secondo discorso a metà del pranzo:
"So che molti di voi stanno attendendo una decisione importante, tuttavia è ancora prematuro agire senza conoscere bene come sia potuto accadere un fatto così grave come l'invasione della capitale. Alcuni fidati uomini stanno lavorando per scoprire come sia stata organizzata una tale invasione e nonostante un nome circoli sulle bocche di molti da due giorni, dobbiamo astenerci da azioni impulsive che potrebbero fare il gioco del nostro astuto avversario. Vi prometto sulla memoria dei nostri compagni caduti in battaglia che il loro sangue non è stato versato invano.
Ora vi chiedo silenzio perché vi leggerò il nome dei nostri caduti:"
Inizia così la mesta lettura dei nomi dei caduti, il re mostra segni di commozione e si ferma un attimo in particolare su due nomi, Jarls Geirmund Marr, e in seguito, Campione e amico Omer dei picchi gialli.
"Per tutti loro un brindisi."
Discorso conclusivo di premiazione:
"La capitale non può rimanere senza un comandante delle guardie reali, pertanto promuovo Comandante delle guardie reali e cittadine Jarls Olfrig Marr fratello del compianto Geirmundr Marr.
Vi sarà anche un avvicendamento a Bergen, Jarls Emil Doepler, Jarls di Bergen, lascerà il suo posto e verrà qui a Norrvik dove rimarrà a disposizione del Consiglio Reale.
Bergen non può rimanere senza Jarls e il Consiglio Reale, nomina Jarls di Bergen Aogan Gotesund. Con lui e con Thors Hrodgeir detto l'uccisore, il Consiglio si riunirà prossimamente per concordare la ricostruzione della città di confine.
Ora veniamo a Norrvik, il Siniscalco Siggeir Hring si occuperà della ricostruzione della città e alla costruzione di un monumento commemorativo.
Ed ora veniamo alle singole premiazioni, la tesoreria reale assegnerà gemme per il valore di 3000 Guldan ai seguenti campioni: Olafr Gotesund, Bjorn Gotesund, Thors Gotesund, Ainar Gotesund, Khales Thorduin , Helga Hring e a Helin l'Asgardiana per essersi distinti particolarmente in battaglia.
Inoltre assegnerà gemme per il valore di 3000 guldan ai seguenti avventurieri: qui presenti: Adram, Norwin.
Tutti i campioni rimangano a disposizione del trono nei prossimi giorni.
Per ultimo tengo una concessione, alla famiglia Moratz di Alphatia, viene concesso il permesso di aprire un emporio magico come da loro richiesto, inoltre a Kaledon Moratz viene assegnata una cattedra al collegio Uppsala."
Il 4 di Flaurmont a palazzo sono presenti: Re Harad, il duca Stephen Rhona, il duca Asgautr Lander, il duca Asmundr Haver, l'alta maga Astrior Ottar, Jarls Ingold Unn chierico di Odino, Lucius Linton e Oran Meditor. Il Consiglio reale sarebbe al completo se vi fosse anche Thors l'uccisore che invece è a Bergen.
Tra i presenti al banchetto inoltre riconoscete Asa Lander, Kaledon Moratz e Melodia Moratz, un folto gruppo di Gotesund tra cui uno con una maschera di ferro con un'apertura per la bocca seduto in modo goffo verso cui tutti mostrano rispetto, Khaless riconosce il campione Thors Gotesund (con cui ha duellato tempo fa per l'onore dei Marr) mentre Helin riconosce Olafr, Ainar e Bjorn Gotesund per averli visti al porto. Poi Lord Bragas e Orghes.
Primo discorso del re di apertura del banchetto:
"Jarls e Campioni qui presenti, oggi vi ho riuniti per commemorare i nostri caduti. Alcuni di noi hanno perduto dei conoscenti, altri degli amici, altri dei fratelli, dei famigliari o dei compagni. Tutti gli abitanti di Norrvik hanno perduto qualcuno, oggi non faremo differenze, per tutti loro un brindisi."
Secondo discorso a metà del pranzo:
"So che molti di voi stanno attendendo una decisione importante, tuttavia è ancora prematuro agire senza conoscere bene come sia potuto accadere un fatto così grave come l'invasione della capitale. Alcuni fidati uomini stanno lavorando per scoprire come sia stata organizzata una tale invasione e nonostante un nome circoli sulle bocche di molti da due giorni, dobbiamo astenerci da azioni impulsive che potrebbero fare il gioco del nostro astuto avversario. Vi prometto sulla memoria dei nostri compagni caduti in battaglia che il loro sangue non è stato versato invano.
Ora vi chiedo silenzio perché vi leggerò il nome dei nostri caduti:"
Inizia così la mesta lettura dei nomi dei caduti, il re mostra segni di commozione e si ferma un attimo in particolare su due nomi, Jarls Geirmund Marr, e in seguito, Campione e amico Omer dei picchi gialli.
"Per tutti loro un brindisi."
Discorso conclusivo di premiazione:
"La capitale non può rimanere senza un comandante delle guardie reali, pertanto promuovo Comandante delle guardie reali e cittadine Jarls Olfrig Marr fratello del compianto Geirmundr Marr.
Vi sarà anche un avvicendamento a Bergen, Jarls Emil Doepler, Jarls di Bergen, lascerà il suo posto e verrà qui a Norrvik dove rimarrà a disposizione del Consiglio Reale.
Bergen non può rimanere senza Jarls e il Consiglio Reale, nomina Jarls di Bergen Aogan Gotesund. Con lui e con Thors Hrodgeir detto l'uccisore, il Consiglio si riunirà prossimamente per concordare la ricostruzione della città di confine.
Ora veniamo a Norrvik, il Siniscalco Siggeir Hring si occuperà della ricostruzione della città e alla costruzione di un monumento commemorativo.
Ed ora veniamo alle singole premiazioni, la tesoreria reale assegnerà gemme per il valore di 3000 Guldan ai seguenti campioni: Olafr Gotesund, Bjorn Gotesund, Thors Gotesund, Ainar Gotesund, Khales Thorduin , Helga Hring e a Helin l'Asgardiana per essersi distinti particolarmente in battaglia.
Inoltre assegnerà gemme per il valore di 3000 guldan ai seguenti avventurieri: qui presenti: Adram, Norwin.
Tutti i campioni rimangano a disposizione del trono nei prossimi giorni.
Per ultimo tengo una concessione, alla famiglia Moratz di Alphatia, viene concesso il permesso di aprire un emporio magico come da loro richiesto, inoltre a Kaledon Moratz viene assegnata una cattedra al collegio Uppsala."
giovedì 28 luglio 2011
Battaglia al castello
I pesanti portoni del castello di Norrvik cadono sotto l'impeto delle armate nemiche e sotto ai colpi magici di un potente mago.
Adram, Khaless e Helin in sella ai loro grifoni pongono una ferrea resistenza agli invasori, concentrando gli attacchi contro il mago, ma un altro pensiero stava a cuore del paladino.. informare il re che dietro questo attacco c'era niente meno che la collaborazione di Emil Doepler Jarls di Bergen come indicato nel diario di Agrid.
Durante una fase della battaglia il nano riesce a farsi ricevere dal re e gli comunica tutto quanto hanno scoperto, salvo in seguito mandare direttamente Adram dal re con il diario del vampiro.
La battaglia si conclude a metà mattina quando improvvisamente gli invasori si ritirano.
Helin sorvolando la capitale non scorge draghi e al porto la furiosa battaglia contro un potente drago nero è finita con la fuga del drago.
I sopravvissuti al porto sono Olafr Gotesund, Ainar Gotesund e Bjorn Gotesund che trasporta sulle spalle Aogan Gotesund terribilmente ferito e sfregiato, mentre del corpo di Omer dei Picchi Gialli nessuna traccia.
Solo in seguito si apprenderà che Aogan, se sopravviverà alle terribili ferite, rimarrà paralizzato dalla cinta in giù.
La città brucia fino a sera, il quartiere più colpito e devastato è quello del porto che essendo fatto quasi completamente di legno ha bruciato molto bene, poi a seguire il quartiere commerciale e un pò il quartiere del castello e il il collegio Uppsala, mentre l'enclave nanica ha resistito molto bene.
Prima che la giornata terminasse Khaless e Adram avevano in mente una seconda ed importantissima cosa...riescono a farsi ricevere dal re, nonostante il brutto momento, il quale affida a loro il compito di interrogare il vampiro per estorcergli altre informazioni.
Il re ha intenzione di convocare Emil Doepler molto presto per prendersi cura di lui, ma per farlo deve avere in mano tutti gli elementi.
Processare un jarls è una cosa seria, anche per un re e la punizione nei confronti di Doepler avrebbe dovuto essere esemplare.
Helin, Adram e Khaless, dopo aver provato a riposare un pò, decidono pertanto di chiudere il vampiro all'interno di un cerchio magico presso la stanza dei rituali del tempio di Kagyar.
Inizia l'interrogatorio di Agrid...mentre Norrvik piange i suoi morti.
Adram, Khaless e Helin in sella ai loro grifoni pongono una ferrea resistenza agli invasori, concentrando gli attacchi contro il mago, ma un altro pensiero stava a cuore del paladino.. informare il re che dietro questo attacco c'era niente meno che la collaborazione di Emil Doepler Jarls di Bergen come indicato nel diario di Agrid.
Durante una fase della battaglia il nano riesce a farsi ricevere dal re e gli comunica tutto quanto hanno scoperto, salvo in seguito mandare direttamente Adram dal re con il diario del vampiro.
La battaglia si conclude a metà mattina quando improvvisamente gli invasori si ritirano.
Helin sorvolando la capitale non scorge draghi e al porto la furiosa battaglia contro un potente drago nero è finita con la fuga del drago.
I sopravvissuti al porto sono Olafr Gotesund, Ainar Gotesund e Bjorn Gotesund che trasporta sulle spalle Aogan Gotesund terribilmente ferito e sfregiato, mentre del corpo di Omer dei Picchi Gialli nessuna traccia.
Solo in seguito si apprenderà che Aogan, se sopravviverà alle terribili ferite, rimarrà paralizzato dalla cinta in giù.
La città brucia fino a sera, il quartiere più colpito e devastato è quello del porto che essendo fatto quasi completamente di legno ha bruciato molto bene, poi a seguire il quartiere commerciale e un pò il quartiere del castello e il il collegio Uppsala, mentre l'enclave nanica ha resistito molto bene.
Prima che la giornata terminasse Khaless e Adram avevano in mente una seconda ed importantissima cosa...riescono a farsi ricevere dal re, nonostante il brutto momento, il quale affida a loro il compito di interrogare il vampiro per estorcergli altre informazioni.
Il re ha intenzione di convocare Emil Doepler molto presto per prendersi cura di lui, ma per farlo deve avere in mano tutti gli elementi.
Processare un jarls è una cosa seria, anche per un re e la punizione nei confronti di Doepler avrebbe dovuto essere esemplare.
Helin, Adram e Khaless, dopo aver provato a riposare un pò, decidono pertanto di chiudere il vampiro all'interno di un cerchio magico presso la stanza dei rituali del tempio di Kagyar.
Inizia l'interrogatorio di Agrid...mentre Norrvik piange i suoi morti.
domenica 10 luglio 2011
L'ultima cavalcata di Aogàn
400 piedi circa separavano Aogàn Gotesund da suo "zio" Omer mentre spronava il cavallo sulla banchina del porto recante i segni della battaglia. Una distanza che sembrava interminabile, il tempo scorreva al rallentatore per il capofamiglia Gotesund.
Tale era la sua concentrazione che i rumori della battaglia in città erano quasi scomparsi. Quanto poteva resistere suo "zio" da solo contro quell'imponente creatura?
Se fosse fuggito sarebbe morto subito, affrontarlo invece gli avrebbe dato qualche istante in più di vita, il tempismo era fondamentale, se fosse arrivato là prima che il drago nero desse il colpo di grazia a suo zio, forse vi sarebbe stata qualche speranza.
300 piedi..
I suoi uomini lo stavano seguento ad una trentina di piedi di distanza, forse qualche altra guardia sarebbe intervenuta rinvigorita dall'epica battaglia.. forse...
200 piedi, suo zio era sanguinante con una gamba malandata, non avrebbe più potuto schivare gli affondi del drago.
Aogàn urlò con tutto il fiato che aveva in corpo per attirare l'attenzione del drago, ma l'orrenda creatura calò il suo morso acido su Omer.
100 piedi, in piedi sulle staffe del cavallo pregava Odino puntando la lancia verso il corpo del drago, sperando di fare presto.
50 piedi, suo "zio" dopo esser stato più volte sbattuto al suolo, veniva sputato nel porto accompagnato da una nuvola di acido.
30 piedi, il drago nero si volse verso di lui, il drago era ferito ad un'ala, aveva il volto sanguinante e ferito, aveva varie altre ferite sul collo e poi soffiò!
Il destriero nero di Aogàn rimase senza le zampe anteriori e rotolò morto sulla banchina, mentre Aogàn veniva proiettato con la lancia verso il pettò del drago che centrò in pieno spezzando la punta.
Aogàn finì sotto al drago ma non fece in tempo ne a spostarsi ne ad estrarre la spada poichè il drago sanguinante e straziato dal dolore gli cadde addosso schiacciandolo con tutta la sua massa.
Aogàn era ancora vivo ma sentiva che la fine doveva essere vicina, un forte dolore alla schiena, le gambe intorpidite e il braccio che non sentiva più.
Il Drago si alzò a fronteggiare i cavalieri dei Gotesund ed ingaggiò con loro una furente battaglia.
Aogàn fu nuovamente schiacciato da una zampa del drago che oramai ignorava la sua esistenza e colpito da qualcosa rotolò giù dalla banchina andando a picco sul fondo del porto come un peso morto.
Tale era la sua concentrazione che i rumori della battaglia in città erano quasi scomparsi. Quanto poteva resistere suo "zio" da solo contro quell'imponente creatura?
Se fosse fuggito sarebbe morto subito, affrontarlo invece gli avrebbe dato qualche istante in più di vita, il tempismo era fondamentale, se fosse arrivato là prima che il drago nero desse il colpo di grazia a suo zio, forse vi sarebbe stata qualche speranza.
300 piedi..
I suoi uomini lo stavano seguento ad una trentina di piedi di distanza, forse qualche altra guardia sarebbe intervenuta rinvigorita dall'epica battaglia.. forse...
200 piedi, suo zio era sanguinante con una gamba malandata, non avrebbe più potuto schivare gli affondi del drago.
Aogàn urlò con tutto il fiato che aveva in corpo per attirare l'attenzione del drago, ma l'orrenda creatura calò il suo morso acido su Omer.
100 piedi, in piedi sulle staffe del cavallo pregava Odino puntando la lancia verso il corpo del drago, sperando di fare presto.
50 piedi, suo "zio" dopo esser stato più volte sbattuto al suolo, veniva sputato nel porto accompagnato da una nuvola di acido.
30 piedi, il drago nero si volse verso di lui, il drago era ferito ad un'ala, aveva il volto sanguinante e ferito, aveva varie altre ferite sul collo e poi soffiò!
Il destriero nero di Aogàn rimase senza le zampe anteriori e rotolò morto sulla banchina, mentre Aogàn veniva proiettato con la lancia verso il pettò del drago che centrò in pieno spezzando la punta.
Aogàn finì sotto al drago ma non fece in tempo ne a spostarsi ne ad estrarre la spada poichè il drago sanguinante e straziato dal dolore gli cadde addosso schiacciandolo con tutta la sua massa.
Aogàn era ancora vivo ma sentiva che la fine doveva essere vicina, un forte dolore alla schiena, le gambe intorpidite e il braccio che non sentiva più.
Il Drago si alzò a fronteggiare i cavalieri dei Gotesund ed ingaggiò con loro una furente battaglia.
Aogàn fu nuovamente schiacciato da una zampa del drago che oramai ignorava la sua esistenza e colpito da qualcosa rotolò giù dalla banchina andando a picco sul fondo del porto come un peso morto.
sabato 9 luglio 2011
Tyche la dea bendata
![]() |
| Tyche |
Tyche la dea bendata, secondo uno studioso di Karameikos, cammina affianco delle creature ogni giorno, interviene nella loro vita saltuariamente, ma dà il meglio di sè nelle battaglie, a queste non sa proprio sottrarsi.
Così prima della battaglia a Norrvik volse lo sguardo verso Thorfin la guardia che evitò una freccia avvelenata poiché si era chinato per prendere un floren, mentre girò alle spalle a Alfgeir che vide gli attaccanti ma non riuscì a suonare l'allarme poiché si ruppe un piolo della scala e cadde rovinosamente.
Tyche volse le spalle al mago Agnar che rimase schiacciato in sella al suo costrutto da battaglia a seguito della caduta di una torre del Collegio, mentre si volse verso Helin che potè in sella allo stesso costrutto sconfiggere un drago altrimenti impossibile da battere.
Volse le spalle al Primo campione Geirmundr che veniva trafitto da un artiglio di un drago nero mentre volse lo sguardo a re Harad che riuscì ad evitarlo.
Continuò a seguire le gesta del re mentre abbatteva un drago salvo poi voltargli le spalle per guardare le guardie e i cittadini del porto mentre venivano salvati da Omer dei Picchi Gialli figlio bastardo del precdente re.
La dea guardò in direzione dell'enclave nanica dove un drago nero abbandonò la battaglia contro alcuni avventurieri con una bara e spiccò il volo per inseguire un mago in fuga su di un tappeto volante...
Tornò al porto dove seguì le gesta e la vittoria del panettiere e delle guardie contro un drago tra l'euforia generale per poi tornare al Collegio dove 4 grifoni si alzarono in volo per andare dove?
I Grifoni andarono al castello e Tyche seguì quelle creature alate e i loro cavalieri mentre volse le spalle al porto dove il principe bastardo Hárr-otter andò incontro al suo destino...
giovedì 7 luglio 2011
L'eroe senza paura
Per avere 54 anni li portava davvero bene, agile più degli uomini della sua età e temprato ed allenato da 1000 battaglie con un pizzico di magia che non guasta mai!
Non ha mai amato le armature pesanti, simili a barili goffi, preferiva schivare ed affondare la stoccata mortale o il pugnale se lo spazio era angusto.
Omer guardando il possente Orthinbras sapeva che fuggendo non sarebbe sopravvissuto, il drago l'avrebbe raggiunto in un balzo, sapeva pure che "uno contro uno" non sarebbe sopravvissuto nonostante le protezioni magiche che aveva addosso, che altra opzione gli rimaneva?
Edda era stata una donna meravigliosa e probabilmente oggi l'avrebbe incontrata nuovamente, 36 anni senza di lei sono stati lunghi, prima però doveva vendere cara la pelle e questo lo sapeva fare molto bene.
Doveva fare la prima mossa per sorprendere la creatura e portargli via qualcosa di indispensabile...
In un attimo fu addosso al drago, passò sotto alle sue fauci sfruttando la sorpresa ed usando una zampa come scalino si avventò sull'ala sinistra imprimento all'arma tutta la forza e la magia che possedeva.
Il suo stocco lacerò la membrana priva di scaglie e si infilò talmente in profondità che fu impossibile estrarlo per un secondo colpo che arrivò subito dopo con il pugnale magico.
Orthinbras accusò il colpo e per liberarsi del fastidioso umano scosse l'ala ferita spezzando lo stocco e provocando senza volere un danno ancora maggiore: tendine reciso, Orthinbras non avrebbe più volato senza cure magiche.
Il Drago urlò sbavando acido guardando il cielo, primo round vinto da quel ratto umano che lo aveva costretto a terra..pericolosamente a terra.
Soffio, spazzata di coda, morso, l'umano evitò tutto per un pelo.
Balzo in avanti, Artigliata, morso, di striscio, questa volta Orthinbras ci era andato vicino a prenderlo e l'umano non aveva risposto, buon segno!
Soffio, artigliata e artigliata, Omer cacciò un urlo, questa l'aveva sentita, il drago gli aveva ferito una gamba compromettendo la sua agilità, non aveva più scampo!
"ora siamo pari" disse Omer provocando il drago furente.
Morso! L'enorme bocca colma di acido si diresse verso Omer che non la evitò ma sfruttò la rabbia e l'imprudenza del drago per portare il suo migliore affondo all'occhio destro con il pugnale magico, lacerando parte del viso.
"Pessima idea" gridò al drago stringendo i denti per il dolore.
Stretto tra le fauci della bestia, mentre le sue costole si spezzavano e il respiro diventava pesante, protetto debolmente dalla magia contro l'acido, Omer fu sollevato in alto e poi il drago lo sbattè a terra.
Spak, al primo colpo si spezzò una gamba, skiac al secondo la spalla, spat al terzo colpo Omer non sentiva più dolore, riuscì solo a dare l'ultima pugnalata alla bocca del drago che per il male soffiò acido tenendo Omer stretto e dimenandolo fino a che l'impudente umano non cessò di respirare.
Omer ora aveva la risposta....non aveva paura di morire!
La sua vità scivolò via come l'acqua esce da un catino inclinato, senza sforzo, senza fatica.
Senza rimpianti se ne andò da eroe il più forte panettiere del Vestland, Omer dei Picchi Gialli.
Il corpo di Omer fu sputato in mare mentre il drago nero ferito nello spirito e nel corpo, impossibilitato a spiccare il volo cercava con lo sguardo dell'unico occhio rimasto qualcosa contro cui sfogare la sua indescrivibile rabbia.
Clopete, clopete, un umano a cavallo con una stendardo e una lancia stava galoppando verso di lui... sarebbe stato un'ottima distrazione!
Non ha mai amato le armature pesanti, simili a barili goffi, preferiva schivare ed affondare la stoccata mortale o il pugnale se lo spazio era angusto.
Omer guardando il possente Orthinbras sapeva che fuggendo non sarebbe sopravvissuto, il drago l'avrebbe raggiunto in un balzo, sapeva pure che "uno contro uno" non sarebbe sopravvissuto nonostante le protezioni magiche che aveva addosso, che altra opzione gli rimaneva?
Edda era stata una donna meravigliosa e probabilmente oggi l'avrebbe incontrata nuovamente, 36 anni senza di lei sono stati lunghi, prima però doveva vendere cara la pelle e questo lo sapeva fare molto bene.
Doveva fare la prima mossa per sorprendere la creatura e portargli via qualcosa di indispensabile...
In un attimo fu addosso al drago, passò sotto alle sue fauci sfruttando la sorpresa ed usando una zampa come scalino si avventò sull'ala sinistra imprimento all'arma tutta la forza e la magia che possedeva.
Il suo stocco lacerò la membrana priva di scaglie e si infilò talmente in profondità che fu impossibile estrarlo per un secondo colpo che arrivò subito dopo con il pugnale magico.
Orthinbras accusò il colpo e per liberarsi del fastidioso umano scosse l'ala ferita spezzando lo stocco e provocando senza volere un danno ancora maggiore: tendine reciso, Orthinbras non avrebbe più volato senza cure magiche.
Il Drago urlò sbavando acido guardando il cielo, primo round vinto da quel ratto umano che lo aveva costretto a terra..pericolosamente a terra.
Soffio, spazzata di coda, morso, l'umano evitò tutto per un pelo.
Balzo in avanti, Artigliata, morso, di striscio, questa volta Orthinbras ci era andato vicino a prenderlo e l'umano non aveva risposto, buon segno!
Soffio, artigliata e artigliata, Omer cacciò un urlo, questa l'aveva sentita, il drago gli aveva ferito una gamba compromettendo la sua agilità, non aveva più scampo!
"ora siamo pari" disse Omer provocando il drago furente.
Morso! L'enorme bocca colma di acido si diresse verso Omer che non la evitò ma sfruttò la rabbia e l'imprudenza del drago per portare il suo migliore affondo all'occhio destro con il pugnale magico, lacerando parte del viso.
"Pessima idea" gridò al drago stringendo i denti per il dolore.
Stretto tra le fauci della bestia, mentre le sue costole si spezzavano e il respiro diventava pesante, protetto debolmente dalla magia contro l'acido, Omer fu sollevato in alto e poi il drago lo sbattè a terra.
Spak, al primo colpo si spezzò una gamba, skiac al secondo la spalla, spat al terzo colpo Omer non sentiva più dolore, riuscì solo a dare l'ultima pugnalata alla bocca del drago che per il male soffiò acido tenendo Omer stretto e dimenandolo fino a che l'impudente umano non cessò di respirare.
Omer ora aveva la risposta....non aveva paura di morire!
La sua vità scivolò via come l'acqua esce da un catino inclinato, senza sforzo, senza fatica.
Senza rimpianti se ne andò da eroe il più forte panettiere del Vestland, Omer dei Picchi Gialli.
Il corpo di Omer fu sputato in mare mentre il drago nero ferito nello spirito e nel corpo, impossibilitato a spiccare il volo cercava con lo sguardo dell'unico occhio rimasto qualcosa contro cui sfogare la sua indescrivibile rabbia.
Clopete, clopete, un umano a cavallo con una stendardo e una lancia stava galoppando verso di lui... sarebbe stato un'ottima distrazione!
I Grifoni di Asa
Barricati all'interno del tempio di Kagyar, Khaless, il suo amicone Adram e l'elfo Norwin cercano una via di fuga.
L'accesso agli alloggi del chierico Bragas sono chiusi da una pesante porta di ferro, bussando però Adram ottiene risposta da Orghes (braccio destro di Bragas e amministratore del tempio) e di Cassandra (la figlia di Bragas).
Orghes rivela che il tempio di Kagyar è collegato tramite un cerchio di teletrasporto al Castello, al Tempio dei 12 principi e al Collegio di Uppsala. Tutti questi accessi sono sorvegliati e non è possibile andarci senza l'opportuna magia di attivazione che Cassandra possiede tramite delle pergamene lasciate al tempio da suo padre.
Orghes cura Adram dalle ferite e distribuisce delle pozioni cura ferite leggere, ma prima di andare al Collegio per recuperare Helin, è rimasta una cosa da fare. Recuperare la bara di Agrid!
Osservando l'andamento della battaglia al di fuori del tempio, gli eroi vedono che i nani di guardia sono riusciti a creare delle barricate e stanno resistendo all'assalto degli invasori, il drago sembra essere andato verso altre battaglie e la bara... è proprio al centro del piazzale dello scontro sotto a nuvole di frecce.
Gli impavidi eroi escono attirando l'attenzione mentre il paladino schiva le frecce, recupera la bara e la porta al sicuro al tempio, Vampiro recuperato!
Dopo aver preso accordi con Orghes e Cassandra su come gestire il vampiro, gli avventurieri si ricongiungono con Helin al Collegio di Uppsala.
Durante la discussione sulle azioni da intraprendere e come raggiungere il Castello e quale aiuto offrire, dal cerchio di teletrasporto del collegio appare Asa e i suoi grifoni direttamente da Landerfjord per aiutare Norrvik.
Helin, Khaless chiedono immediatamente di salire sui grifoni per andare all'attacco, permesso che viene loro accordato in virtù del loro status di Campioni del Vestland e lo fanno accompagnati da Adram e Norwin.
Una volta in volo con i 4 grifoni si dirigono verso il castello, dove assistono allo scontro tra un drago nero e diversi soldati sopra al maschio del Castello.
In picchiata cavalcando i grifoni, sfidando la sorte e il mal d'aria, sconfiggono il drago dilaniandolo, non senza subire un soffio di acido e qualche altra ferita.
L'accesso agli alloggi del chierico Bragas sono chiusi da una pesante porta di ferro, bussando però Adram ottiene risposta da Orghes (braccio destro di Bragas e amministratore del tempio) e di Cassandra (la figlia di Bragas).
Orghes rivela che il tempio di Kagyar è collegato tramite un cerchio di teletrasporto al Castello, al Tempio dei 12 principi e al Collegio di Uppsala. Tutti questi accessi sono sorvegliati e non è possibile andarci senza l'opportuna magia di attivazione che Cassandra possiede tramite delle pergamene lasciate al tempio da suo padre.
Orghes cura Adram dalle ferite e distribuisce delle pozioni cura ferite leggere, ma prima di andare al Collegio per recuperare Helin, è rimasta una cosa da fare. Recuperare la bara di Agrid!
Osservando l'andamento della battaglia al di fuori del tempio, gli eroi vedono che i nani di guardia sono riusciti a creare delle barricate e stanno resistendo all'assalto degli invasori, il drago sembra essere andato verso altre battaglie e la bara... è proprio al centro del piazzale dello scontro sotto a nuvole di frecce.
Gli impavidi eroi escono attirando l'attenzione mentre il paladino schiva le frecce, recupera la bara e la porta al sicuro al tempio, Vampiro recuperato!
Dopo aver preso accordi con Orghes e Cassandra su come gestire il vampiro, gli avventurieri si ricongiungono con Helin al Collegio di Uppsala.
Durante la discussione sulle azioni da intraprendere e come raggiungere il Castello e quale aiuto offrire, dal cerchio di teletrasporto del collegio appare Asa e i suoi grifoni direttamente da Landerfjord per aiutare Norrvik.
Helin, Khaless chiedono immediatamente di salire sui grifoni per andare all'attacco, permesso che viene loro accordato in virtù del loro status di Campioni del Vestland e lo fanno accompagnati da Adram e Norwin.
Una volta in volo con i 4 grifoni si dirigono verso il castello, dove assistono allo scontro tra un drago nero e diversi soldati sopra al maschio del Castello.
In picchiata cavalcando i grifoni, sfidando la sorte e il mal d'aria, sconfiggono il drago dilaniandolo, non senza subire un soffio di acido e qualche altra ferita.
domenica 3 luglio 2011
Hai paura Omer?
Edda era soprannominata la Valkyria per il suo temperamento fiero e una bellezza fuori dal comune. Il suo corpo scolpito era ricoperto di cicatrici a testimoniare le innumerevoli battaglie con scudo e lancia a cui era sopravvissuta. Non c'era uomo che poteva sfidarla senza lasciare sul terreno qualche pezzo e tanto meno uomo che poteva sperare di averla tutta per sè. Hárr era un giovane belloccio che cercava di farsi strada nel mondo, figlio bastardo di un jarl molto potente, e quando si unì alla Compagnia dell'ascia fu folgorato dalla bellezza e carisma di Edda e se ne innamorò perdutamente. Edda era più vecchia di Hárr di 10 anni e all'inizio non fu facile, ma quel giovane simpatico e spensierato, un pò alla volta fece breccia nel suo cuore, senza tuttavia sfociare nella passione. Fu Edda a proporre al giovane di cambiare nome da Hárr-otter a Omer-valdr (suo padre) per troncare con il suo passato di bastardo e ricominciare una nuova vita.
La sera prima del combattimento contro Ortinbras, la paura avvicinò i due avventurieri.
Edda e Omer fecero l'amore a con tutta la passione di questo mondo non sapendo se vi sarebbe stata una seconda volta.
"Hai paura Omer?" chiese Edda, "se hai paura pensa alle motivazioni per cui lo stai facendo".
"Se cuore e corpo non sono uniti, fallirai sicuramente".
Il giovane avventuriero non dormì serenamente quella notte, non voleva affrontare Ortinbras e non voleva che Edda lo affrontasse, ora che si erano amati non voleva correre il rischio di perderla per sempre, però fino a quel momento la Compagnia aveva sconfitto molte creature malvagie e nessun veterano dubitava del fatto che il drago fosse alla loro portata, nonostante il suo istinto gli diceva di non andare.
Con il cuore in ansia e l'adrenalina alle stelle il mattino seguente seguì Edda e la Compagnia fino al loro ultimo viaggio sino alle fauci della bestia. Tutto finì in 10 minuti!
Omer smise di usare il cuore ed iniziò ad usare l'istinto per sopravvivere, questo gli permise di uscire dalle paludi di Ortinbras, gli permise di rifarsi una vita, di divenire uno degli avventurieri più famosi del Vestland, tutto grazie al suo istinto.
Omer non si era privato del cuore, semplicemente nella perenne lotta tra seguire il proprio cuore o il proprio istinto, vinceva quest'ultimo e questo gli ha permesso finora di sopravvivere.
Quando Norrvik è stata attaccata, Omer sapeva che doveva rimanere in casa a difendere la sua proprietà e lasciare fare alle guardie, ma poi pensò alla giovane Asa e ai suoi due figli, pensò a Ingimarr il falegname, pensò a Hrafn e a sua moglie Hildr sposati da poco e al Giovane Gotesund che gli aveva affidato suo padre... voleva davvero fregarsene e lasciare tutto in mano al destino?
L'istinto gli diceva di non andare, il cuore gli diceva di andare...
Ora che Omer stava fronteggiando il micidiale drago nero sentiva ancora una volta che il suo istinto aveva ragione!.
Una sola cosa gli venne in mente... "Hai paura Omer?"
La sera prima del combattimento contro Ortinbras, la paura avvicinò i due avventurieri.
Edda e Omer fecero l'amore a con tutta la passione di questo mondo non sapendo se vi sarebbe stata una seconda volta.
"Hai paura Omer?" chiese Edda, "se hai paura pensa alle motivazioni per cui lo stai facendo".
"Se cuore e corpo non sono uniti, fallirai sicuramente".
Il giovane avventuriero non dormì serenamente quella notte, non voleva affrontare Ortinbras e non voleva che Edda lo affrontasse, ora che si erano amati non voleva correre il rischio di perderla per sempre, però fino a quel momento la Compagnia aveva sconfitto molte creature malvagie e nessun veterano dubitava del fatto che il drago fosse alla loro portata, nonostante il suo istinto gli diceva di non andare.
Con il cuore in ansia e l'adrenalina alle stelle il mattino seguente seguì Edda e la Compagnia fino al loro ultimo viaggio sino alle fauci della bestia. Tutto finì in 10 minuti!
Omer smise di usare il cuore ed iniziò ad usare l'istinto per sopravvivere, questo gli permise di uscire dalle paludi di Ortinbras, gli permise di rifarsi una vita, di divenire uno degli avventurieri più famosi del Vestland, tutto grazie al suo istinto.
Omer non si era privato del cuore, semplicemente nella perenne lotta tra seguire il proprio cuore o il proprio istinto, vinceva quest'ultimo e questo gli ha permesso finora di sopravvivere.
Quando Norrvik è stata attaccata, Omer sapeva che doveva rimanere in casa a difendere la sua proprietà e lasciare fare alle guardie, ma poi pensò alla giovane Asa e ai suoi due figli, pensò a Ingimarr il falegname, pensò a Hrafn e a sua moglie Hildr sposati da poco e al Giovane Gotesund che gli aveva affidato suo padre... voleva davvero fregarsene e lasciare tutto in mano al destino?
L'istinto gli diceva di non andare, il cuore gli diceva di andare...
Ora che Omer stava fronteggiando il micidiale drago nero sentiva ancora una volta che il suo istinto aveva ragione!.
Una sola cosa gli venne in mente... "Hai paura Omer?"
giovedì 30 giugno 2011
La follia di re Harad
Il Comandante Geirmundr aveva superato la misura, come aveva osato opporsi al suo re?
Nessuno poteva osare tanto senza rischiare la testa, se non altro aveva avuto l'accortezza di non farlo davanti agli uomini o ai servitori davanti ai quali sarebbe stato difficile scusare la sua insolenza.
Purtroppo quel gesto gli sarebbe comunque costato qualcosa, re Harad aveva imparato che a palazzo anche i muri hanno orecchie e qualcuno avrebbe potuto trarne profitto se non avesse preso provvedimenti.
Non appena la vestizione fu completata re Harad uscì dalla sua stanza bardato di tutto punto.
Si fermò davanti al comandante Geirmundr ancora inginocchiato da prima e gli intimò "alzati!".
Il comandante non battè ciglio e si alzò di scatto seguendo il suo re ponendosi alla sua destra come richiesto dal protocollo al primo Campione.
A lui sarebbe spettato il compito di proteggere il re su quel fianco a costo della vita. A nulla era valso ricordare al re che erano almeno 10 anni che non combatteva con la spada e che in caso di morte il Vestland avrebbe corso il pericolo di spezzarsi in tanti piccoli feudi. Di fronte all'ottusità del re aveva perfino alzato la voce e gli aveva sbarrato il passo ottenendo solo di mandare il re su tutte le furie.
Re Harad usci sul tetto del maschio principale scortato da Geirmundr.
I suoi uomini dovevano vederlo al loro fianco in questo momento difficile e trarne vigore, tuttavia re Harad avrebbe dovuto inventarsi qualcosa di più incoraggiante di un incitamento contro i due draghi neri che attaccavano il castello.
Il confronto era impari, ma il re non aveva scelta, si diresse verso un drago sanguinante roteando il suo martello da lancio magico che scagliò con tutte le sue forze attivandone i poteri.
All'impatto il martello tuonò stordendo il drago e facendolo precipitare sul tetto.
Incitando gli uomini si diresse verso la creatura stordita con l'intenzione di finirlo quando il secondo drago piombò dall'alto su di lui con intento omicida.
Geirmudr si frappose proteggendo il suo re ma venne trafitto da un artiglio... lottò con tutto se stesso contro la presa del drago menando fendenti contro la testa e il collo della creatura che si liberò del fastidioso umano facendolo precipitare di sotto.
Il re ansimante sapeva che quella sarebbe stata la sua fine se Geirmundr non avesse preso il suo posto, ma non aveva tempo di pensarci, non in battaglia, il drago stordito si sarebbe ripresto presto dal colpo e doveva finirlo.
Re Harad si girò verso la creatura e la caricò rotendo il martello, colpendolo più volte al cranio innondando il tetto di acido e sangue.
Geirmundr aveva ragione, erano passati troppi anni dall'ultima battaglia e i suoi colpi non erano più incisivi come una volta, aveva il fiato corto, i riflessi erano lenti, la spalla gli faceva male e se era ancora vivo non era per merito suo.
La creatura sembrava morta e re Harad alzò lo sguardo per vedere dove fosse finita la seconda, quando sentì un dolore lancinante alla coscia.
Il drago morente con un ultimo sforzo allungò le fauci mordendo la gamba del re, esalando un ultimo respiro di acido.
Re Harad rovinò al suolo facendo il suono di un sacco di ferraglia arrugginita.
Nessuno poteva osare tanto senza rischiare la testa, se non altro aveva avuto l'accortezza di non farlo davanti agli uomini o ai servitori davanti ai quali sarebbe stato difficile scusare la sua insolenza.
Purtroppo quel gesto gli sarebbe comunque costato qualcosa, re Harad aveva imparato che a palazzo anche i muri hanno orecchie e qualcuno avrebbe potuto trarne profitto se non avesse preso provvedimenti.
Non appena la vestizione fu completata re Harad uscì dalla sua stanza bardato di tutto punto.
Si fermò davanti al comandante Geirmundr ancora inginocchiato da prima e gli intimò "alzati!".
Il comandante non battè ciglio e si alzò di scatto seguendo il suo re ponendosi alla sua destra come richiesto dal protocollo al primo Campione.
A lui sarebbe spettato il compito di proteggere il re su quel fianco a costo della vita. A nulla era valso ricordare al re che erano almeno 10 anni che non combatteva con la spada e che in caso di morte il Vestland avrebbe corso il pericolo di spezzarsi in tanti piccoli feudi. Di fronte all'ottusità del re aveva perfino alzato la voce e gli aveva sbarrato il passo ottenendo solo di mandare il re su tutte le furie.
Re Harad usci sul tetto del maschio principale scortato da Geirmundr.
I suoi uomini dovevano vederlo al loro fianco in questo momento difficile e trarne vigore, tuttavia re Harad avrebbe dovuto inventarsi qualcosa di più incoraggiante di un incitamento contro i due draghi neri che attaccavano il castello.
Il confronto era impari, ma il re non aveva scelta, si diresse verso un drago sanguinante roteando il suo martello da lancio magico che scagliò con tutte le sue forze attivandone i poteri.
All'impatto il martello tuonò stordendo il drago e facendolo precipitare sul tetto.
Incitando gli uomini si diresse verso la creatura stordita con l'intenzione di finirlo quando il secondo drago piombò dall'alto su di lui con intento omicida.
Geirmudr si frappose proteggendo il suo re ma venne trafitto da un artiglio... lottò con tutto se stesso contro la presa del drago menando fendenti contro la testa e il collo della creatura che si liberò del fastidioso umano facendolo precipitare di sotto.
Il re ansimante sapeva che quella sarebbe stata la sua fine se Geirmundr non avesse preso il suo posto, ma non aveva tempo di pensarci, non in battaglia, il drago stordito si sarebbe ripresto presto dal colpo e doveva finirlo.
Re Harad si girò verso la creatura e la caricò rotendo il martello, colpendolo più volte al cranio innondando il tetto di acido e sangue.
Geirmundr aveva ragione, erano passati troppi anni dall'ultima battaglia e i suoi colpi non erano più incisivi come una volta, aveva il fiato corto, i riflessi erano lenti, la spalla gli faceva male e se era ancora vivo non era per merito suo.
La creatura sembrava morta e re Harad alzò lo sguardo per vedere dove fosse finita la seconda, quando sentì un dolore lancinante alla coscia.
Il drago morente con un ultimo sforzo allungò le fauci mordendo la gamba del re, esalando un ultimo respiro di acido.
Re Harad rovinò al suolo facendo il suono di un sacco di ferraglia arrugginita.
mercoledì 29 giugno 2011
L'Ambizione di Aogàn Gotesund
Norrvik era sotto attacco! Quante speranze avessero quei mercenari di far capitolare la capitale del Vestland nessuno lo sapeva, a giocare un ruolo determinante era la mancanza della Guardia Nazionale ancora schierata a Bergen e la presenza dei temibili draghi neri.
Nel caso Re Harad fosse stato ucciso si sarebbe venuto a creare un pericoloso vuoto di potere e tutto il Vestland avrebbe corso il rischio di frammentarsi per diventare col tempo facile preda delle nazioni confinanti.
Tuttavia Jarl Aogàn Gotesund vedeva un altro rischio profilarsi all'orizzonte... che Geirmundr Marr prendesse la guida temporanea del regno e pilotasse l'eventuale successione del re verso il clan Marr.
Per impedire le due cose, Aogàn doveva scendere in campo e battersi per la vittoria sugli invasori e venire riconosciuto sul campo dai Jarls come ideale successore di re Harad.
Il palazzo Gotesund era una piccola fortezza e avrebbe potuto resistere all'assalto degli invasori per un pò anche senza la sua presenza. Aogàn avrebbe lasciato a palazzo un piccolo numero di uomini mentre lui avrebbe guidato i restanti 26 contro gli invasori.
Fin da giovane Aogàn fu addestrato dai migliori maestri di spada del Vestland ma tranne qualche duello in cui è uscito sempre vittorioso non è mai sceso seriamente in battaglia ne ha mai viaggiato per il Vestland come avventuriero.
Nonostante ciò molti Jarl e liberi cittadini ammirano la sua determinazione e la forza del suo clan tanto che lo vedrebbero bene al posto di re Harad in una campagna militare contro l'odiato Ostland, del resto è risaputo che i migliori re non sono stati abili guerrieri.
Preparato il suo cavallo da battaglia, Aogàn usci con i suoi uomini e altri 11 cavalieri sorreggendo la bandiera dei Gotesund e del Vestland falciando pirati e mercenari lungo la via del mercato.
Il passaggio dei Gotesund fu visto da molti cittadini come il raggio di sole dopo la tempesta e tutti coloro che erano in grado di combattere corsero dietro agli stendardi della libertà.
L'avanzata di Aogàn sembrava inarrestabile, al momento di scegliere se andare verso l'enclave dei nani, il collegio di Uppsala, il Tempio dei 12 principi, il porto o il castello, il jarl scelse il porto, nodo cruciale per tagliare la ritirata agli invasori.
Il suo arrivo al porto fu accompagnato dalle grida dei cittadini, ma qualcosa non tornava, la gente non guardava lui ma il duello che stava avvenendo tra un possente drago nero e un uomo che lui conosceva molto bene.
Quell'uomo avrebbe potuto chiamarlo zio anche se suo zio non era, aveva viaggiato con suo padre e gli aveva insegnato molto sull'arte della spada quando era bambino.
Inforcando la lancia e spronando il cavallo, Aogàn scavalcò la gente ai moli e seminò la sua guardia impreparata a quest'azione, cavalcando verso quel duello tra Ortinbras e Omer dei Picchi Gialli.
Nel caso Re Harad fosse stato ucciso si sarebbe venuto a creare un pericoloso vuoto di potere e tutto il Vestland avrebbe corso il rischio di frammentarsi per diventare col tempo facile preda delle nazioni confinanti.
Tuttavia Jarl Aogàn Gotesund vedeva un altro rischio profilarsi all'orizzonte... che Geirmundr Marr prendesse la guida temporanea del regno e pilotasse l'eventuale successione del re verso il clan Marr.
Per impedire le due cose, Aogàn doveva scendere in campo e battersi per la vittoria sugli invasori e venire riconosciuto sul campo dai Jarls come ideale successore di re Harad.
Il palazzo Gotesund era una piccola fortezza e avrebbe potuto resistere all'assalto degli invasori per un pò anche senza la sua presenza. Aogàn avrebbe lasciato a palazzo un piccolo numero di uomini mentre lui avrebbe guidato i restanti 26 contro gli invasori.
Fin da giovane Aogàn fu addestrato dai migliori maestri di spada del Vestland ma tranne qualche duello in cui è uscito sempre vittorioso non è mai sceso seriamente in battaglia ne ha mai viaggiato per il Vestland come avventuriero.
Nonostante ciò molti Jarl e liberi cittadini ammirano la sua determinazione e la forza del suo clan tanto che lo vedrebbero bene al posto di re Harad in una campagna militare contro l'odiato Ostland, del resto è risaputo che i migliori re non sono stati abili guerrieri.
Preparato il suo cavallo da battaglia, Aogàn usci con i suoi uomini e altri 11 cavalieri sorreggendo la bandiera dei Gotesund e del Vestland falciando pirati e mercenari lungo la via del mercato.
Il passaggio dei Gotesund fu visto da molti cittadini come il raggio di sole dopo la tempesta e tutti coloro che erano in grado di combattere corsero dietro agli stendardi della libertà.
L'avanzata di Aogàn sembrava inarrestabile, al momento di scegliere se andare verso l'enclave dei nani, il collegio di Uppsala, il Tempio dei 12 principi, il porto o il castello, il jarl scelse il porto, nodo cruciale per tagliare la ritirata agli invasori.
Il suo arrivo al porto fu accompagnato dalle grida dei cittadini, ma qualcosa non tornava, la gente non guardava lui ma il duello che stava avvenendo tra un possente drago nero e un uomo che lui conosceva molto bene.
Quell'uomo avrebbe potuto chiamarlo zio anche se suo zio non era, aveva viaggiato con suo padre e gli aveva insegnato molto sull'arte della spada quando era bambino.
Inforcando la lancia e spronando il cavallo, Aogàn scavalcò la gente ai moli e seminò la sua guardia impreparata a quest'azione, cavalcando verso quel duello tra Ortinbras e Omer dei Picchi Gialli.
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